Curioso botta e risposta tra Futuro Nazionale, Roberto Vannacci e i Missionari Vincenziani di Napoli. Cosa è successo.
Dopo essere finito nel mirino di Carlo Calenda, ecco Roberto Vannacci coinvolto in una curiosa querelle che riguarda anche Gianni Alemanno e in generale un evento organizzato da Futuro Nazionale che ha fatto arrabbiare persino alcuni uomini di Chiesa. In particolare i Missionari Vincenziani di Napoli che hanno deciso di prendere le distanze dal movimento politico del Generale.

Vannacci e i Missionari: cosa è successo
I Missionari Vincenziani di Napoli hanno preso le distanze dall’iniziativa organizzata da Futuro Nazionale nella loro sede, chiarendo di non condividere né i contenuti né gli obiettivi dell’appuntamento politico. L’evento, intitolato “Destra sociale per Futuro Nazionale”, si è svolto in città alla presenza del leader del movimento, Roberto Vannacci, e di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ed ex esponente della Destra sociale.
Come riferito anche dal Corriere della Sera, la manifestazione ha avuto luogo nel complesso monumentale di via Vergini, nel Rione Sanità, dove i religiosi hanno concesso l’utilizzo degli spazi secondo una prassi consolidata. Una disponibilità che, tuttavia, ha reso necessario un chiarimento pubblico per evitare che l’ospitalità fosse interpretata come un sostegno all’iniziativa o alle posizioni politiche dei promotori.
I Missionari si dissociano dall’evento
In un documento, la Congregazione ha espresso una posizione inequivocabile: “La nostra realtà non ha preso parte all’organizzazione dell’iniziativa, né ne condivide i contenuti o le finalità”. I missionari hanno quindi dichiarato di dissociarsi da qualsiasi intervento, dichiarazione o proposta formulati durante l’incontro che risultino incompatibili con il Vangelo e con la dottrina sociale della Chiesa.
Nel testo viene richiamato anche il carisma di San Vincenzo de’ Paoli, che dal 1625 ispira la missione della Congregazione al servizio dei poveri e delle persone più bisognose. I religiosi hanno sottolineato che il loro impegno sociale non deriva da un’appartenenza ideologica, ma dai principi evangelici e dalla tutela della dignità di ogni individuo.
Tra i valori indicati figurano l’accoglienza degli stranieri e dei migranti, la solidarietà verso le persone fragili e il rispetto di tutti, senza distinzioni legate alle origini, alla cultura o alla religione.
Il passaggio conclusivo ha ribadito la distanza da qualsiasi impostazione che crei contrapposizioni o stabilisca chi meriti di essere accolto. “Ogni visione che contrapponga le persone, escluda o selezioni chi è degno di essere accolto, è lontana dal nostro modo di intendere la carità”, affermano i missionari.
La concessione degli ambienti, precisano infine, non rappresenta adesione, patrocinio o condivisione dell’iniziativa politica.